Viaggiare gratis: il volontariato che mi ha cambiato la vita

viaggiare gratis

Viaggiare gratis: il volontariato che mi ha cambiato la vita

Viaggiare gratis, o quasi, grazie al volontariato:  posso definirla l’esperienza più impattante della mia vita.

Sono partita per l’Indonesia, precisamente Central Java senza aspettative, pensavo di dover lavorare qualche ora al giorno e “dare” in cambio di alloggio e almeno colazione.

La verità è che mi sono ritrovata a far parte di una comunità, ho trovato la mia famiglia indonesiana.

Ti lascio subito uno sconto per la piattaforma Worldpackers cliccando qui, se anche tu vuoi iniziare a viaggiare gratis

Volontariato a Java: prima impressione

Non nego che sia stata dura all’inizio, l’impatto con l’Asia, se già rispetto all’Europa può essere forte, rispetto all’Australia è uno shock.

Arrivo alle 3,30 del mattino, Eric e un altro ragazzo mi aspettano in motorino.

Ricordo ancora l’aria frizzante della notte che mi solletica il volto, con un casco mezzo rotto e di tre taglie più grande mi balla in testa, mentre io ancora traumatizzata dall’ultimo incidente in moto, guardo la luna e prego di arrivare sana e salva a destinazione.

Ad aspettarmi svegli su un tappeto gigante ci sono Ajie e Ellys, una giovane coppia che mi offre subito cibo e chiacchiere, io frastornata, in una semplice casa molto diversa da quelle a cui sono abituata.

Chiedo una doccia, mi dicono meglio al mattino, e scopro che il bagno è composto da una turca e una vaschetta da cui prendere l’acqua con il secchiello, questa è la doccia.

Sono scioccata, a disagio, mi metto a letto e inizio a pensare: sono pronta per tutto questo? Sono in grado di adattarmi? Mi addormento a fatica.

Il risveglio dopo 3 ore ha una luce diversa, il loro sorriso mi accoglie con dei dolcetti freschi, la doccia fredda col secchiello non è poi così male, mi ricorda la Sicilia di quando ero piccola, quando d’estate l’acqua finiva e si usavano i secchi.

Mi scioglie la dolcezza di Ellys che mi chiede se voglio che mi scalda l’acqua…ma ci sono 30 gradi e se loro vivono così perché io non dovrei farcela?

Voglio essere una viaggiatrice? Bene, prima regola è adattarsi e vivere come le persone del luogo.

La community e il progetto

Arriva Restu, il ragazzo della notte precedente, scopro che sarà il mio compagno più stretto, traduttore, guida, driver, ma soprattutto amico.

È timido, si vergogna a parlare inglese con me, è l’unico oltre ad Eric a parlarlo.

L’organizzazione è questa: Eric è l’intermediario per i volontari, ma in Salatiga ci sono diverse community e quella in cui vivo io, Latar Kalitan è diversa dalla sua.

Io sono la prima volontaria per loro e per questo, forse, si preoccupano tanto e mi danno veramente tutto.

Scopro giorno dopo giorno il loro progetto.

Sono molto attenti alla salvaguardia dell’ambiente e all’inquinamento.

Creano prodotti artigianali con prodotti di scarto, come gusci del cocco, bamboo, legno e plastica,.

Col ricavato comprano e pianto nuovi alberi nella foresta e nel territorio.

In più sono molto attenti alle nuove generazioni, putano ad un ritorno della socializzazione quindi creano eventi formativi per i bambini, teatro, danza, studio del corano e cercano di raccogliere libri, così da non farli crescere su telefoni e videogiochi, ma promuovere l’interazione tra loro.

Il mio compito in quanto volontaria consiste nel creare video e foto che possano aiutarli a far conoscere il loro lavoro.

Viaggiare gratis e vivere un’esperienza indimenticabile

Mi innamoro di questo progetto, ma mi ritrovo nel mezzo del Ramadan e per questo la maggior parte delle attività sono ferme.

Questo gioca a mio favore, loro sono tutti a casa, ho la possibilità di vivermeli, fare molte attività insieme e conoscere la loro cultura.

In pochi giorni mi sento completamente a mio agio, inizio a sentirmi parte di una famiglia, non sono una volontaria.

Inizio a sentirmi a casa.

Mi portano ovunque, in montagna, al lago, in waterfalls e templi nascosti, in bellissimi posti non conosciuti dai turisti.

Il giorno di fine ramadan mi portano con loro nelle loro famiglie, ho l’occasione di vivere in prima persona questa esperienza, il calore, la curiosità e l’accoglienza di queste persone è meravigliosa

Arriva il mio compleanno e, quelli che fino ad una settimana prima erano estranei, raccolgono dei soldi per organizzarmi una festa.

Una serata indimenticabile: un sacco di persone appartenenti alla community, ma anche di altre, compreso Alex, un volontario austriaco, bambini che si esibiscono in danzi e canti, barbecue , cibo di ogni tipo, musica..

Alla mezzanotte cantano happy birthday portandomi due torte con candeline: una al cioccolato, sapendo quanto lo ami, e una fatta con amore da Ellys coi noodles!

Tutto questo è un breve racconto per farvi capire quanto sia meraviglioso viaggiare facendo volontariato, perché è accessibile a tutti e stando a contatto con persone locali si impara moltissimo, sulla lingua, sulla cultura..

Viaggiare low cost: quanto ho speso

Volete sapere quanto ho speso in 3 settimane?

Perché sì alla fine ho prolungato di una settimana la mia permanenza perché non me ne sarei voluta mai andare.

Solo 300$ australiani, che significa meno di 200$.

Compresi in questi soldi c’è anche il conto della parrucchiera, perché un giorno Ellys mi aveva detto di non esserci mai stata, così le ho regalato una giornata speciale tutta per lei e, onestamente, vederla felice non ha prezzo.

Stai ancora pensando che per fare un bel viaggio hai bisogno di soldi?

Questa è davvero stata l’esperienza più importante della mia vita, ma non voglio dilungarmi con le mie solite lezioni di vita.

Ti ricordo solo che se vuoi vivere un’esperienza simile da qui puoi ricercare l’esperienza più adatta a te sulla piattaforma di worldpackers cliccando qui e in regalo hai anche un piccolo sconto.

Per qualsiasi dubbio o domanda contattami pure per email o su Instagram.

No Comments

Post A Comment